PSR: OPPORTUNITÀ o SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE?


PSR: OPPORTUNITÀ o SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE?

di Marco D’Imperio

Eccoci a scrivere quello che NON si dovrebbe scrivere ovvero scoraggiare invece di incoraggiare. Ci abbiamo pensato a lungo ma siamo giunti alla conclusione che forse avremmo dovuto farlo prima!

Ne abbiamo viste tante in quest’ultimo periodo. Abbiamo sentito tanta brava gente che corre dietro al miraggio del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) con l’illusione che possa trovare il finanziamento che permetta loro di realizzare il sogno di un’azienda apistica. La verità è che c’è tanta gente che rischia di farsi male!

Il miraggio dell’imprenditoria agricola è finito da tempo e, a dispetto dei numerosi articoli rinvenibili in rete che inneggiano ad un ritorno dei giovani alla terra, la realtà fotografata dall’ISTAT dice tutt’altra cosa ovvero che gli occupati in agricoltura, ed in particolar modo i giovani, sono in forte calo (vedi anche il rapporto del 2016).

Il settore dell’apicoltura è in ginocchio a causa dei cambiamenti climatici, dell’uso indiscriminato di pesticidi, dell’introduzione di specie aliene …e chi più ne ha più ne metta!

In tutto questo, anche la categoria dei tecnici, va detto, ha le sue responsabilità. Non è raro imbattersi in gente inesperta che, pur di racimolare qualche spicciolo, non esita ad incoraggiare l’inseguimento del “sogno”.

Vogliamo dunque mettere in guardia i nostri soci ed i nostri lettori e dare, anche in maniera provocatoria, 10 consigli moltiplicati per 3!

1.Valuta bene a quali rischi ti esponi

Rischi connessi al PSR Apicolura APAS
  1. Sai che l’IVA la devi mettere tu? Sai che l’IVA per le consulenze è al 22%?
  2. Sai che se sei nel regime di esonero dell’IVA (sotto 7.000 €) non la puoi scaricare? In tal caso hai idea di cosa sia un’autofattura? E se invece sei nel regime ordinario, sai quali sono le scadenze che devi rispettare per la dichiarazione IVA? Sei informato sulle nuove norme che riguardano la fatturazione elettronica, l’uso dei POS, ecc.?
  3. Sai che sarai soggetto a dei controlli post finanziamento?
  4. Sai che hai fatto un business plan che a grandi linee lo devi rispettare?
  5. Ti vuoi fare la casa? Non distrarre fondi dall’agricoltura, usa finanziamenti ad hoc come il sisma bonus o l’eco-bonus!
  6. Hai idea di quale sia il reale concetto di innovazione? Sei davvero innovativo nel tuo settore? Non è il pannello solare che ti dà l’innovazione. Quello lo mettono tutti!
  7. Hai fatto i conti con il cofinanziamento? Le percentuali di cofinanziamento variano da misura a misura e da regione a regione ma in ogni caso ci sono e vanno accuratamente calcolate per non esporsi molto dal punto di vista economico.
  8. Vuoi acquisire punteggio con il biologico? Sai quale impegno comporta? Leggi l’articolo che abbiamo scritto (Apicoltura Biologica: cosa fare per fregiarsi della prestigiosa fogliolina verde) e prima di avventurarti pondera bene i rischi e i benefici.
  9. Sai se la tua azienda è collocata in un comune montano e/o svantaggiato? La questione può influire su molti dei calcoli che ti appresti a fare!
  10. Metti in conto giornate perse fra uffici, CAF, ecc. e prova a stimare quanti soldi guadagneresti se quel tempo lo dedicassi alle api! Ti conviene?!

2.Gli accorgimenti per gli apicoltori

Non si fa un PSR da hobbista! Sembra scontato ma tale concetto va ribadito con forza viste le numerose casistiche che ci sono state proposte in quest’ultimo periodo.

Gli apicoltori, in quanto agricoltori, devono avere come orientamento produttivo quello della commercializzazione. Cosa significa? Te lo spieghiamo in pochi (molti) passi:

Rischi Psr Apicoltura

  1. Ti devi iscrivere alla camera di commercio come attività apistica (codice ATECO 01.49.30) e dotarti di partita iva.
  2. Ti devi dotare di un laboratorio autorizzato o rivolgerti ad un laboratorio conto terzi per la smielatura (con regolare contratto); in alternativa, puoi dichiarare che allevi api solo per la vendita di sciami (ma in tal caso il PSR serve a poco).
  3. Devi presentare la SCIA presso lo sportello SUAP del comune in cui hai la sede legale e attendere che tale domanda venga trasmessa alla ASL (per esperienza, recati in prima persona con il protocollo del SUAP alla ASL e chiedi l’inserimento della pratica in GISA).
  4. Ti devi iscrivere ad un’associazione di apicoltori e fornire la delega per nell’inserimento in banca dati apistica (BDA-R); ti verrà assegnato un codice identificativo (CUN) che devi esporre mediante un cartello
    in corrispondenza di tutti i tuoi apiari. È bene che tu sappia che gli sciami non contano ai fini dello sviluppo della redditività e che, se vuoi chiedere fondi per attrezzature utili ai fini del nomadismo, devi caricare in banca dati almeno un apiario nomade.
  5. Ti devi dotare di un registro trattamenti.
  6. Ti devi registrare presso i competenti uffici regionali al registro dei coltivatori diretti (CD) se fai agricoltura in maniera prevalente o, in alternativa, a quello degli imprenditori agricoli professionali (IAP) se fai agricoltura in maniera subordinata ad altre attività.
  7. Valuta l’eventuale iscrizione all’INPS con il tuo commercialista (sceglietene uno che ci capisce del settore agricoltura).
  8. Ti devi dotare del manuale di corretta prassi operativa (Reg. 852/2004) se sei in produzione primaria e, se sei in produzione secondaria, adeguarti anche all’HACCP.
  9. Devi avere un fascicolo aziendale ben allineato con la BDA-R. È uno dei primi motivi per il quale le domande non sono ritenute ammissibili!
  10. Se non hai terreni di proprietà o in affitto con regolare contratto, devi valutare con il tuo commercialista le eventuali tasse che andrai a pagare per le quote eccedentarie. Potresti avere cattive sorprese!

 

3.Quali consigli ci sentiamo di dare

La progettazione parte da lontano. Il rischio di vedere vanificato tutto per un banale errore è alto. Dunque occhio ai facili entusiasmi e diffida di chi ti dice che sarà una passeggiata. Sarà invece un bagno di sangue, una sudata estenuante, una lotta contro la burocrazia e contro le lentezze di un paese che fa fatica a stare al passo dei sogni e delle aspirazioni dei sui cittadini.

Gli uomini hanno delle grandi pretese e dei piccoli progetti.” [cit. Marchese di Vauvenargues]
  1. Se sei indeciso fra lanciarti in questa avventura oppure no allora hai già la risposta in mano: continua a lavorare come hai fatto sin qui e quel poco che ti serve puoi costruirlo o acquistarlo in economia.
  2. Se proprio devi farlo, valuta bene i costi e trovati un tecnico esperto che sappia il fatto suo. No a persone improvvisate!
  3. Se puoi, pattuisci con il tecnico un compenso a percentuale che verrà elargito solo a finanziamento approvato. Chi ti chiede dei soldi in anticipo, a prescindere dall’esito, potrebbe non curare i tuoi interessi e di persone come te ne avrà altre 10!
  4. Non sovradimensionare l’azienda! Chiediti veramente se la macchina sulla quale chiedi il finanziamento ti è davvero utile! Hai davvero bisogno dell’autoarticolato o delle attrezzature per le monodosi?
  5. Dai un’attenta occhiata alla tabella dei punteggi e valuta bene a cosa puoi realmente ambire e cosa invece non fa per te.
  6. Nel calcolo del punteggio non basta superare il minimo! Quella che stai per affrontare sarà una lotta spietata e, nella gran parte dei casi, solo le aziende ben strutturare e con le spalle forti arrivano in fondo e vincono!
  7. Anticipa i tempi! Progetta attentamente quello che vuoi fare. Se devi fare le cose all’ultimo secondo, meglio valutare il bando successivo (la successiva riapertura dei termini).
  8. Non leggere solo il bando ma anche le istruzioni operative, le FAQ e tutto quello che c’è da sapere. NON aspettarti che gli altri leggano i documenti per te: NON lo faranno!
  9. Non commettere l’errore di imporre un tuo sogno a tuo figlio o a tua moglie. Sei sicuro che loro vogliano fare dell’apicoltura la loro ragione di esistere?
  10. Le api vanno assistite e del PSR non gliene frega niente! Metti in conto anche questo!