Audizione Commissione Agricoltura regione Campania

Il 13 aprile 2016 l’AP.AS., su propria richiesta, è stata convocata dal presidente della commissione agricoltura Maurizio Petracca per un’audizione pubblica nel corso della quale il Presidente della nostra Associazione, Giuseppe Cefalo, ha illustrato quali sono le esigenze del settore apistico delle quali tener conto nella prossima programmazione del PSR 2014-2020. All'audizione erano presente diversi componenti della commissione che hanno mostrato interesse per le proposte illustrate. Il presidente, apprezzando le proposte, ha comunicato che le stesse sarebbero state trasmesse al consigliere delegato per l’agricoltura del presidente della regione Campania così che possano essere inserite nel piano di modifica delle direttive operative già approvate, alla fine dello scorso anno, dalla Commissione Europea …Direttive che, allo stato attuale, sono penalizzanti per il settore apistico e per molte realtà agricole regionali, ed in particolare per le zone interne.
Nel documento che segue, che è stato consegnato al presidente Petracca, troverete le proposte che la nostra Associazione ha fatto. Ci siamo posti all'attenzione della Regione come parte da consultare e considerare ogni qualvolta sono in discussioni proposte e progetti che direttamente o indirettamente riguardano l’apicoltura regionale. 

PREMESSA
La regione Campania ha visto crescere negli ultimi anni il proprio patrimonio apistico, nonostante le numerose problematiche sanitarie e produttive che affliggono l’apicoltura mondiale in generale ed italiana in particolare.
La nostra regione si colloca tra le prime otto apicolture regionali e al terzo posto tra quelle meridionali e insulari con una consistenza di alveari (come da anagrafe apistica regionale) di oltre 48 mila unità.
Il comparto in questi anni è cresciuto per numero di operatori e per alveari allevati. La crescita è stata il frutto di una tendenza socio-culturale che ha attratto verso l’apicoltura nuove figure professionali, talora molto distanti dal mondo agricolo anche se, spesso, legate a questo per colleganza familiare o per disponibilità di spazi rurali necessari all’esercizio di quest’attività. Le nuove aziende sono per lo più condotte da giovani imprenditori con grado d’istruzione medio-alto che hanno rilevato attività familiari preesistenti marginali o, in alcuni casi, già importanti. 
Il settore è cresciuto anche grazie al lavoro dell’AP.AS. di gran lunga la maggiore associazione apistica regionale con circa 190 soci iscritti e 26.000 alveari tutti inseriti in BDA-R. Oltre ai classici servizi che le associazioni apistiche veicolano ai soci (formazione multidisciplinare, aggiornamento su varie tematiche apistiche, ecc.) l’AP.AS. è l’unica associazione apistica campana dotata di una struttura tecnica permanente che mette a disposizione dei propri associati attraverso un’assistenza tecnica mirata e costante durante tutto l’anno. L’AP.AS. fa parte anche dell’UNAAPI (unione nazionale delle associazioni apistiche italiane) e, attraverso il suo centro di referenza tecnico sulle patologie apistiche, dispone di un continuo aggiornamento tecnico sugli aspetti legati alla tecnica apistica e alla lotta alle patologie apistiche. Tali informazioni sono veicolate ai propri soci attraverso numerosi momenti di condivisione e aggiornamento.
Un punto di svolta nello sviluppo al settore apistico campano si è avuto con i programmi regionali sul miglioramento della qualità del miele e con il PSR 2007/2013 le cui misure hanno consentito a molte aziende professionali di fare grossi investimenti; grazie al PSR regionale sono stati finanziati parecchi piani di sviluppo per investimenti di ammodernamento e sviluppo delle aziende apistiche. Grazie a questi interventi molte aziende hobbiste o semiprofessionali sono diventate professionali ed oggi competono sul mercato con le migliori realtà apistiche nazionali. Fu l’AP.AS. a chiedere, in sede di programmazione regionale, che l’apicoltura venisse considerata al pari degli altri settori agricoli. La regione fece propria questa richiesta trasformandola in interventi grazie ai quali si è data la possibilità a molte aziende di raggiungere livelli di eccellenza per efficienza organizzativa e produttiva. 


PROPOSTE PER LE MISURE PSR

L’imminente pubblicazione dei bandi relativi alle nuove misure PSR 2014-2020 ci consente di formulare alcune proposte di semplice ricevimento volte a migliorare l’operatività attuative delle misure stesse.
Le proposte sono le seguenti:


1) Superamento del vincolo relativo alle aree con vocazione zootecnica

L’art. 2 della legge 313/2004 (legge quadro dell’apicoltura) definisce l’apicoltura come la “conduzione zootecnica delle api, da considerarsi a tutti gli effetti una attività agricola ai sensi dell’art.2135 c.c., anche se non correlata alla diretta gestione del terreno”. Pertanto si può essere apicoltore senza gestire o possedere terreno, detenendo alveari anche a molti km di distanza dalla sede aziendale. A tal proposito proponiamo che possano beneficiare delle misure PSR tutti gli apicoltori anche se hanno sede aziendale in territori considerati senza vocazione zootecnica o in territori ed aree urbane.


2) Investimenti ammissibili

Con i nuovi bandi chiediamo che vengano ammessi a finanziamento, investimenti relativi a:

  • strutture (laboratori, magazzini, sale confezionamento prodotti apistici, sale stoccaggio melari fredde, sale di deumidificazione, ecc.); 
  • Logistica aziendale (camion, fuoristrada, muletti, banchette, gru ecc.) finalizzata a migliorare e rendere meno faticoso e più sicuro il lavoro di movimentazione degli alveari (nomadismo) e del materiale apistico. 
  • Attrezzature apistiche (linee di smielature semiautomatiche e automatiche, impianti di invasettamento e confezionamento prodotti apistici, informatizzazione dei processi di gestione dell’allevamento, dei laboratori e dei magazzini).
  • Arnie e cassettini sia in legno che in polistirolo.

3) Rivisitazione dei parametri per la redditività aziendale
I parametri di redditività per alveare fissati dall’ISMEA (€ 44) e presi come riferimento per il calcolo della redditività aziendale ai fini dell’accesso alle misure PSR, sono a nostro avviso troppo bassi, e non tengono conto delle diverse possibilità di sfruttare un alveare in salute ai fini produttivi; un alveare, infatti, può essere utilizzato per la produzione di miele e altri prodotti primari delle api (polline, pappa reale, propoli, cera, veleno) ma anche per servizio impollinazione, produzione di sciami artificiali, pacchi d’api, api regine. Il parametro reddituale imposto da ISMEA, comporterebbe l’obbligo di possedere alcune centinaia di alveari per accedere alle misure del PSR, rendendo di fatto difficile se non impossibile l’accesso alle aziende apistiche medio-piccole. 


4) Possibilità di acquistare arnie

La possibilità di acquistare arnie con i contributi previsti dai regolamenti comunitarie per il miele (Reg Ce 1308 e precedenti) di fatto ha escluso la possibilità di inserire nelle misure previste dai precedenti bandi del PSR l’acquisto di arnie e cassettini. Fermo restando l’assoluto divieto di cumulo dei contributi relativi al medesimo bene (arnie), proponiamo la possibilità di acquisto arnie anche con il PSR. Sarà l’azienda richiedente, a valutare (in base anche all’entità e alla funzionalità dell’investimento) se attivare per le arnie i contributi previsti dal PSR o dal Regolamento 1308. In altre parole, proponiamo che si passi dalla logica dell’esclusività dell’investimento (se le arnie sono finanziate con il regolamento non possono essere finanziate nel PSR) ad una logica di esclusività per la specifica spesa (finanziamento con il regolamento o in alternativa con il PSR e viceversa).


5) Premialità per gli investimenti che prevedono piante di interesse apistico

L’alterazione dell’ambiente naturale e degli agro-sistemi hanno portato alla perdita di fonti nettarifere di rilevanza economica per tantissime aziende apistiche ma anche per aziende agricole e silvo-pastorali che si avviano a chiudere la loro attività con disastrose conseguenze di ordine ecologico e ambientale per tanta parte del territorio campano. 
Perdita di superficie foraggere per l’abbandono della zootecnia nelle aree interne, monocolture da rapina, uso indiscriminato di pesticidi, concia di sementi con prodotti tossici per le api e pronubi (girasole, ortive, mais), impiego di semi ibridi, che danno fioriture non nettarifere e tossiche per le api, meno produttivi delle varietà conosciute e coltivate un tempo, imposte dalle multinazionali e da regolamenti che vietano l’impiego di semi non certificati sono solo alcuni dei cambiamenti epocali cui stiamo assistendo impotenti.
Per cercare di arginare questi disastrosi effetti, proponiamo che nelle diverse misure del prossimo PSR, venga prevista una maggiore premialità per tutti gli investimenti (fatti sia da privati che da enti pubblici) che prevedono interventi di riforestazione o di riqualificazione di aree verdi, da effettuarsi con piante di interesse apistico.


6) Incentivi per gli investimenti nelle aree alluvionate della Campania

L’estremizzazione climatica sta portando a veloci cambiamenti dei fenomeni atmosferici il cui impatto sui territori colpiti è devastante. Con frequenza quotidiana, assistiamo a fenomeni climatici che deturpano il territorio già reso fragile dalla pressione umana. La Campania è notoriamente una regione con un territorio ad elevato rischio idrogeologico. Sono ancora vive le immagini dell’alluvione che ha devastato la provincia di Benevento in particolare la valle telesina. Per questo e per altri disastri simili, proponiamo che nel prossimo PSR vengano previsti incentivi e una premialità maggiore per gli investimenti realizzati nei comuni colpiti da recenti disastri idro geologici.

 

Il Presidente
Giuseppe Cefalo