Riportiamo di seguito la lettera che APAS ha trasmesso ai competenti uffici regionali (Assessorato all'Agricoltura)


Oggetto: richiesta di stato di calamità naturale per l’apicoltura della Regione Campania


La regione Campania, come del resto l’intero territorio nazionale, è stata colpita negativamente, e per un lungo periodo, da un andamento metereologico anomalo, particolarmente piovoso, con frequenti grandinate e sbalzi termici segno tangibile dei cambiamenti climatici in atto. Tutto ciò ha provocato ingenti danni all’apicoltura con un azzeramento delle produzioni, ed uno stato di malessere generale delle famiglie che per fame e/o per recrudescenza delle patologie si trovano sull’orlo del collasso.

In particolare è stata gravemente compromessa la produzione di miele di acacia, uno dei mieli più importanti per l’annata apistica, che contribuisce in modo considerevole alla realizzazione del reddito aziendale.

L’apicoltura in Campania è un’attività in continua crescita, sia grazie agli investimenti effettuati da diverse aziende tramite l’utilizzo dei fondi PSR e quelli dell’OCM, sia al notevole impulso per l’intero comparto che da oltre un decennio è stato innescato dalle attività di formazione e assistenza tecnica che l’associazione AP.AS. (Apicoltori Campani Associati), ha realizzato ai sensi del Regolamento comunitario ora 1308/13.

Oggi in Campania si contano circa 67.500 alveari e 10.000 sciami gestiti da 850 apicoltori di cui oltre 300 con partita iva (fonte: Banca Dati Apistica regionale aggiornati ad a gennaio 2019). Da sola l’APAS conta più di 300 soci con un parco alveari che ha quasi raggiunto la soglia di 40.000, molti dei quali sono gestiti da imprenditori che fanno dell’apicoltura l’unica loro fonte di reddito.

Dunque un comparto vivo che genera profitti e dà lavoro a diverse centinaia di persone oltre che ad assicurare un servizio di impollinazione che garantisce qualche punto di PIL all’intera regione. Non è superfluo ricordare che l’apicoltura ha una notevole importanza per gli equilibri ambientale degli ecosistemi terrestri e rappresenta un valore aggiunto, ben documentato, per le produzioni agronomiche.


Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio Nazionale del Miele, nell’anno 2018 in Campania la produzione media del miele di acacia era quella di seguito riportata:



Dalle segnalazioni pervenute alla scrivente associazione da parte di numerosi apicoltori associati distribuiti
sull’intero territorio regionale, si può ragionevolmente stimare il danno subito dalla mancata produzione del miele di acacia, senza considerare che la produzione relativa all’anno 2018 erano già di per sé le basse degli ultimi anni.

Di seguito si riporta la stima effettuata:



Alla luce di quanto sopra esposto e considerato che la produzione apistica non è inserita nei piani assicurativi nazionali, si richiede alla Regione Campania l’attivazione degli interventi compensativi previsti dall’art. 5 del D.lgs. 102/2004 e s.m.i.

Il presidente dell’APAS
Angelo Petretta