Vendere miele: quali documenti servono per presentare la SCIA


Vendere miele: quali documenti servono per presentare la SCIA?
di Martina Trapanese e Marco D’Imperio


Se si vuole vendere miele ovvero passare dall’autoconsumo alla commercializzazione, fatte salve le preliminari procedure di richiesta di attribuzione della partita IVA con codice ATECO 01.49.30 e l’iscrizione, nei casi previsti, alla camera di commercio e al registro delle imprese, il passaggio imprescindibile è quello della presentazione della SCIA Unica (Segnalazione Certificata Inizio Attività).


Come, dove e chi presenta la SCIA?
La SCIA va presentata al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del comune in cui ha sede legale l’azienda, da un operatore abilitato (commercialista, CAAF, ecc.) attraverso un portale (impresa in un giorno). Ribadiamo che la procedura va fatta telematicamente e non è possibile consegnare documenti cartacei al SUAP.
Successivamente, il SUAP, fatte le opportune verifiche, trasmette la documentazione alla Asl competente e quest’ultimo passaggio assolve a quella che una volta si chiamava notifica sanitaria o SCIA sanitaria.


Qual è il sito dal quale scaricare la modulistica?
Il riferimento per la modulistica da allegare alla SCIA è il sito GISA-SUAP dal quale è possibile scaricare la master-list e tutti i documenti utili.
Tuttavia, non è facile districarsi nel groviglio di documenti, leggi e procedure presenti nel sito sopra indicato e dunque, con questo breve articolo vogliamo fare un po’ di chiarezza e soprattutto dare indicazioni agli interessati sulla modulistica da presentare a seconda dei casi.
È opportuno precisare che la modulistica presente sul sito e le procedure vengono frequentemente aggiornati dunque è bene verificare che i documenti che vi proponiamo nella nostra pagina di APAS (aggiornati a febbraio 2021) siano effettivamente l’ultima versione presente sul sito GISA-SUAP.


Quali sono le strade percorribili
Innanzitutto è bene ricordare che l’apicoltura è un’attività che va inquadrata fra quelle “a sede fissa” e dunque, nel caso si volesse consultare la master list va selezionato l’opportuno foglio denominato “Registrati a sede fissa”.

I casi possibili sono sostanzialmente riconducibili a:

  1. Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano SENZA laboratorio di smielatura proprio (produzione primaria).
  2. Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano CON laboratorio di smielatura proprio (produzione primaria).
  3. Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano CON laboratorio di smielatura proprio nel quale si fanno LAVORAZIONI SECONDARIE (es. miele con nocciole) e/o si lavora MIELE DI TERZI e/o si invasetta MIELE ACQUISTATO DA TERZI (produzione secondaria).

Per ulteriori approfondimenti sulla SCIA vedi articolo sulle varie opzioni.


Caso 1- Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano SENZA laboratorio di smielatura proprio
La procedura è denominata SCIA UNICA e prevede la presentazione dei seguenti documenti:

  • SCHEDA ANAGRAFICA EX DECRETO DIRIGENZIALE 173/2018.
  • MODELLO UNICO REGIONALE (scorrere il file fino a pagina 9 e compilare solo le pagine 9 e
    10 relative alla procedura N°5 - SCIA PER L’AVVIO DELLE ATTIVITÀ DI UNO STABILIMENTO); Spuntare la voce “a sede fissa”.
  • Documento denominato “L”: estratto della master list dove l’impresa ha indicato con una X la/e linea/e di attività prescelta/e.
  • Documento denominato “PPP”: attestazione di avvenuto pagamento dei diritti sanitari a favore della ASL; (per l’avvio delle attività la tariffa è di € 20 per ogni linea d’attività).
  • Documento denominato “JJJ”: documento di riconoscimento.

 

Caso 2- Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano CON laboratorio di smielatura proprio
La procedura è denominata SCIA UNICA e prevede la presentazione dei seguenti documenti:

  • SCHEDA ANAGRAFICA EX DECRETO DIRIGENZIALE 173/2018.
  • SCHEDA NOTIFICA SANITARIA EX ACCORDO 77/2017 (NB spuntare le voci: 1) vendita diretta di miele da parte dell’apicoltore; 2) prodotti dell’apiario -raccolta e lavorazione).
  • MODELLO UNICO REGIONALE (scorrere il file fino a pagina 9 e compilare solo le pagine 9 e 10 relative alla procedura N°5 - SCIA PER L’AVVIO DELLE ATTIVITÀ DI UNO STABILIMENTO). Spuntare la voce “a sede fissa”; se il laboratorio è specifico per la produzione del solo miele, spuntare la voce “permanente”; nel caso di laboratori annessi (es. cucine, ecc.), spuntare la voce stagionale e indicare il periodo in cui lo stesso è adibito a mieleria; se si lavora solo miele, spuntare “a unica linea di attività”; se si lavorano altri prodotti (altri codici ATECO), spuntare “a più linee di attività”.
  • Documento denominato “L”: estratto della master list dove l’impresa ha indicato con una X la/e linea/e di attività prescelta/e.
  • Documento denominato “A”: Planimetria dei locali in scala 1:100 riportante: 1) la destinazione funzionale dei locali ivi compresi i servizi igienici; 2) la quotatura e le altezze di ciascun locale; 3) il layout delle principali attrezzature; 4) il circuito di acqua potabile ed eventualmente non potabile; 5) il circuito degli scarichi idrici.
  • Documento denominato “B”: Relazione tecnica igienico-sanitaria riportante: 1) la descrizione di massima dei locali; 2) la descrizione di massima del ciclo produttivo con diagramma di flusso (layout); 3) la descrizione di massima dei prodotti in uscita; 4) la descrizione di massima delle attrezzature; 5) la descrizione delle modalità di illuminazione; 6) la descrizione delle modalità di aerazione; 7) la specificazione delle eventuali parti interrate; 8) le modalità di smaltimento/trattamento degli eventuali fumi; 9) le modalità di approvvigionamento idrico.
  • Documento denominato “PPP”: attestazione di avvenuto pagamento dei diritti sanitari a favore della ASL; (per l’avvio delle attività la tariffa è di € 20 per ogni linea d’attività).
  • Documento denominato “JJJ”: documento di riconoscimento (NON è espressamente richiesto per questa linea ma riteniamo si tratti di una svista dalla master list per cui consigliamo di allegarlo comunque).

Per ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche delle mielerie, vedi articolo correlato.


Caso 3. Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano CON laboratorio di smielatura in PRODUZIONE SECONDARIA

È questo il caso in cui nel laboratorio da notificare si vogliono produrre anche prodotti secondari anche detti lavorati come ad esempio il miele con le nocciole o il miele con il polline. Tale opzione va selezionata anche quando si intende invasettare miele comprato da altri apicoltori o quando si vogliono lavorare melari di altri apicoltori ovvero offrire il servizio di contoterzismo.
La documentazione da presentare è la stessa indicata nel punto 2 (Produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano CON laboratorio di smielatura proprio); va però indicato nell'estrato della master list anche la linea d'attività "LAVORAZIONE DI PRODOTTI DELL'APIARIO”.


Ricordiamo che:    

  1. il produttore primario: alleva api ed ha un laboratorio per la lavorazione esclusiva del proprio miele e la vendita al consumatore finale al dettaglio e all’ingrosso;
  2. il produttore secondario o trasformatore: alleva api ed ha un laboratorio dove lavora il proprio miele, confeziona anche miele acquistato o comunque non prodotto in azienda e/o lavora prodotti secondari. Appartengo a questa tipologia di produttori anche coloro che non allevano api ma hanno un laboratorio dove confezionano esclusivamente miele acquistato.