Registro dei trattamenti e registrazione dei farmaci veterinari

di Marco D’Imperio


In tanti ci chiedono chiarimenti in merito all’adozione del registri dei trattamenti in apicoltura e alla eventuale registrazione dei farmaci consentiti per la lotta alla varroa sullo stesso registro.
Premesso che, a nostro avviso, sembrano esserci ancora delle lacune normative e dei punti sui quali l’interpretazione può essere più o meno soggettiva, proviamo a fare chiarezza in merito.

I decreti legislativi 158/2006 art.15 e 193/2006, art.79 disciplinano in materia di “Registro dei trattamenti di animali destinati alla produzione di alimenti”. Secondo quanto riportato nei decreti citati, chiunque detiene animali, e dunque anche le api, allo scopo di produrre alimenti, è tenuto ad avere in azienda il registro dei trattamenti il quale deve essere vidimato dalla ASL di competenza.
Qui si apre subito una questione: se si allevano api ai soli fini della produzione di sciami, di api regine, per il servizio di impollinazione o semplicemente per  “hobby”, non dovrebbe esserci l’obbligo del registro. È vero anche che tale condizione ovvero l’allevamento che NON prevede la produzione di alimenti (miele, polline, propoli, pappa reale, etc.) seppur possibile, è quanto mai rara ed in ogni caso l’indirizzo produttivo andrebbe dichiarato all’atto della denuncia degli alveari secondo i modelli forniti da alcune ASL. Pertanto, ci sentiamo di consigliare l’adozione del registro anche nei casi in cui non si producono alimenti.

Nel registro devono essere trascritti tutti i farmaci per i quali è previsto l’obbligo della ricetta veterinaria. Ad oggi, la stragrande maggioranza dei farmaci usati in apicoltura  (Api-bioxal, Apivar, Apistan, Apilife Var, Thymovar, Apiguard) non prevede la ricetta veterinaria (NON vi è l’obbligo di prescrizione) e pertanto NON vanno trascritti sul registro dei trattamenti di animali destinati alla produzione di alimenti (nota 0016388 del 29/06/15) ma vanno comunque registrati, ad esempio, all’interno del manuale di buona prassi igienica utilizzando le apposite schede dei trattamenti farmacologici. Ad ogni modo è consigliabile tenere sempre traccia del trattamento eseguito e, pertanto, è bene conservare nel registro una copia delle fatture o delle ricevute di acquisto dei medicinali.
Fa eccezione il nuovissimo MAQS ovvero il farmaco a base di acido formico per il quale, almeno nella fase transitoria di prova, è prevista la prescrizione veterinaria con ricetta semplice non ripetibile e pertanto, tale farmaco, andrebbe trascritto sul registro.
Anche qui si apre un’altra questione: chi deve trascrivere sul registro l’eventuale farmaco? Secondo alcuni deve essere lo stesso veterinario che prescrive il farmaco (in questo caso il MAQS) a dover compilare il registro.

Vi è poi un’ultima questione sulla quale ancora non vi è chiarezza: quale tipo di registro va utilizzato? In rete si trovano diversi modelli adattati alle esigenze degli apicoltori i quali avrebbero diverse difficoltà nella compilazione del modello utilizzato per gli altri allevamenti di animali ovvero il modello 2271N0100 acquistabile presso Buffetti (copertina verde, 19 pagine, etc.).
Tuttavia, essendo quest’ultimo quello realmente citato dalla normativa, ci sentiamo di consigliarne l’adozione e di evitare, almeno per il momento, i modelli fai da te che circolano in rete salvo che la stessa ASL provveda direttamente a fornire un proprio registro.

La mancata osservanza delle prescrizioni di legge comporta una sanzione pecuniaria che va da 2.033 a 12.934 euro, nel caso di violazione dell’art. 15 del D.Lgs 158/2006, e da 2.600 a 15.500 euro, nel caso di violazione dell’art. 79 del D.Lgs 193/2006.

Riassumendo

AP.AS. consiglia, a tutti i suoi associati che allevano api, a qualunque scopo, siano essi apicoltori hobbisti, imprenditori apistici o apicoltori professionisti:

  • l’acquisto del registro dei trattamenti (modello identificato dal codice 2271N0100 -copertina verde);
  • di farlo vidimare dalla propria ASL di competenza;
  • di conservarlo in azienda;
  • di inserire al suo interno le copie degli scontrini o delle fatture di acquisito dei farmaci utilizzati per il controllo della varroa;
  • di non trascrivere su di esso alcun trattamento fatto con Api-bioxal, Apivar, Apistan, Apilife Var, Thymovar e Apiguard;
  • nel caso di utilizzo del MAQS (quando la distribuzione andrà a regime), di far compilare il registro dei trattamenti dallo stesso veterinario che ha prodotto la ricetta;
  • di registrare l’uso di Api-bioxal, Apivar, Apistan, Apilife Var, Thymovar e Apiguard sul manuale di buona prassi igienica.